Cos’è una Fidejussione

Cos’è una Fidejussione

La fidejussione è una garanzia personale prestata da un soggetto, che si definisce fidejussore, ad un creditore perché egli possa saldare un debito contratto.

Una volta stipulato un contratto di fidejussione, il fidejussore è obbligato ad assolvere l’impegno del debitore principale in caso di inadempienza di quest’ultimo, ciò significa che, nell’eventualità che il debitore non riesca per qualunque motivo ad adempiere al suo impegno nei confronti dell’ente creditore, il fidejussore è obbligato per legge a saldare “i conti” personalmente, attraverso l’impegno del suo patrimonio personale.

Si utilizza la fidejussione (o fidejussione) quando si richiede una prestito ad un ente finanziatore (spesso una banca). E’ una sorta di contratto a tre parti, ove la terza parte, ovvero il fidejussore, assume automaticamente gli obblighi del contrattante con l’ente contrattuario.

Esistono, regolate dalla legge, due tipologie di fideiussioni:

Fidejussione a scadenza, in atto quando l’ente creditore si impegna entro una data stabilita.

Fidejussione a revoca, in atto fino a quando entrambe le parti contrattuanti diano disdetta della stipula.

Esiste anche una formula “mista”, che si intende provvista di scadenza annuale ma che prevede un rinnovo tacito se non v’è stata alcuna comunicazione di revoca da qualunque delle parti in causa.

Questo tipo di contratto a garanzia è richiesto come sorta di garanzia tutelare in caso di pagamenti rateali di ogni tipo, spesso anche per saldi dilazionati di imposte o rimborsi IVA. Ma è sempre più di frequente utilizzato e richiesto dagli istituti di credito in caso di prestito o finanziamento a privati o aziende.

Sarà il modo con cui diamo la nostra parola quando assicuriamo di poter saldare il nostro debito e per la banca è un modo per tutelarsi in presenza di eventuali adempimenti da parte del richiedente.

Il rapporto di fidejussione vero e proprio infatti, si applica e diviene operativo soltanto nel caso in cui la parte contrattante non rispetta i termini di solvenza del debito. In questa condizione il firmatario, in parte terza, del contratto di fidejussione diventa fidejussore attivo e partecipa al saldo della somma rimanente.

Il fidejussore che è stato chiamato a pagare il debito non può acquisire la possibilità di rivalersi nei confronti del o degli altri fidejussori e del debitore principale per una cifra pari all’importo pagato.

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